La famiglia non è un’impresa, si sa, anche se quando ha alle proprie dipendenze dei lavoratori, come lo sono i domestici, diventa a tutti gli effetti un datore di lavoro, con tutti gli obblighi e le scadenze a esso annessi. Come orientarsi, allora, tra i vari adempimenti? Partiamo dalla predisposizione busta paga.

Ogni datore di lavoro “fai da te” (quello che non si avvale dell’assistenza di associazioni di categoria o di professionisti del settore) che ha alle proprie dipendenze una colf, una badante o una baby sitter dovrà mensilmente elaborare un prospetto riepilogativo, o cedolino, che contenga precise informazioni. Farlo (e anche bene) non è solo un obbligo contrattuale ma soprattutto un modo per tutelarsi da eventuali future cause di lavoro. Ecco, allora, alcuni consigli pratici per non sbagliare.

1) La busta paga dovrà essere sempre predisposta in duplice copia (una rimane al datore e l’altra va al dipendente). Imperativo farla firmare al lavoratore, che così facendo conferma l’esattezza delle informazioni che vi sono riportate.

2) Oltre ai dati anagrafici e al codice fiscale di entrambi, la busta paga dovrà riportare il periodo di riferimento (ovvero il mese di competenza), l’inquadramento (come nel caso di un lavoratore convivente o a ore), il livello di appartenenza secondo quanto stabilito dal Ccnl (a,b,c,d) e il profilo relativamente alle mansioni che il domestico svolge in famiglia (ad esempio assistente alla persona o collaboratore generico). E ancora, non bisogna dimenticare di indicare la data di assunzione.

3) Quanto alla retribuzione, il cedolino dovrà indicare i minimi retributivi, eventuali scatti di anzianità (maturano ogni 2 anni) e, se previsti, i superminimi assorbibili (retribuzione concordata con il lavoratore al di sopra del minimo sindacale). Qualora si tratti di un rapporto di convivenza dovranno anche essere indicati i compensi sostitutivi di vitto e alloggio.

4) Fondamentale riportare il dato relativo alle ore o alle giornate di lavoro effettivamente svolte, eventuali periodi di ferie godute, festività, lavoro straordinario o potenziali permessi e periodi di malattia.

5) Infine le trattenute: per ottenere il netto della paga mensile dovranno essere sottratte dalla retribuzione complessiva sia la quota Inps che il contributo di assistenza contrattuale (Cassacolf) a carico del lavoratore.

Fonte: Huffingtonpost

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